itinerario della pianurizzazione (2019)

Ecco la indicazioni dell’itinerario che abbiamo seguito

Organizzazione logistica. Prima di iniziare il Cammino, è necessario lasciare una o più automobili a Sant’Albano Stura: serviranno per il trasferimento previsto per il terzo giorno e per tornare, il quarto giorno, a Santa Margherita a recuperare i mezzi con cui si è raggiunto il punto di partenza.

Carte topografiche di riferimento:

Bassa Val Varaita – Bassa Val Maira (n. 12), scala 1:25.000 – Fraternali Editore, Ciriè (TO)

Valle Grana – Bassa Valle Stura di Demonte (n. 14), scala 1:25.000 – Fraternali Editore, Ciriè (TO)

GIORNO 1 – Dal Rifugio “Detto Dalmastro” a Pradleves (3 ore circa di cammino)

Il rifugio partigiano “Detto Dalmastro” (o Rifugio Margherita) si trova in Valle Maira, in località Santa Margherita. A Dronero, principale centro della bassa valle, si imbocca la Strada Provinciale 422 in direzione Acceglio; si gira a sinistra verso la località Tetti (indicazioni anche per il Rifugio Margherita); attraversate le frazioni Tetti e Borgetto, si volta a sinistra (indicazioni per il Rifugio Margherita) e si prosegue fino al termine della strada asfaltata. Il rifugio si trova a monte di Santa Margherita, a cinque minuti a piedi.

Dal Rifugio “Dalmastro” (1358 m.) si scende in direzione SO al Colle di S. Margherita (1336 m.), da cui si imbocca il sentiero S31 verso la borgata Comba. Poco più avanti, si ignora un cartello che indica la svolta a destra per la borgata Ghio: non si gira, si lascia l’S31 e si prosegue diritto in lieve salita. Il sentiero piega a sinistra e conduce alla borgata Assarti (1402 m.). Nel periodo estivo in cui le vacche sono al pascolo intorno alla borgata, prima di attraversare la borgata è bene avvisare i pastori e chiedere che tengano con sé i loro cani. A monte di Assarti, continuare sull’ampio sentiero che piega verso sinistra. Quando si giunge a un vasto prato (sulla carta di riferimento: intorno alla quota 1575), il sentiero si restringe, continua verso est in mezzo alle betulle e inizia a scendere. Prestare attenzione a un tratto di un centinaio di metri, particolarmente ripido. Ci si immette poi sul sentiero R32 e si svolta a sinistra, seguendo le indicazioni per Pradleves. Il sentiero conduce alla borgata Gerbido (1243 m., 2 ore dal Colle di S. Margherita), dove inizia una discesa su strada asfaltata che si conclude a Pradleves (800 m., 1 ora da Gerbido). Si giunge di fronte al ristorante “Tre verghe d’oro”, sede di comando partigiano durante la Resistenza, e si volta a sinistra. Si percorre per un breve tratto la Strada Provinciale 112, poi si continua in via 4 novembre fino a piazza Roma, dove, sulla facciata est del municipio, una lapide ricorda i protagonisti della Resistenza in Valle Grana.

GIORNO 2 – Da Pradleves a San Benigno (8 ore circa di cammino)

Dalla piazza Roma di Pradleves (800 m.), si continua su via 4 novembre e la si percorre in direzione E (diventa via Marconi e poi Strada Seviena) fino alle ultime case del paese, dove inizia il sentiero R31, sul quale si superano il Rio di Balmarossa, la località Seviena e Podio Sottano (903 m.); al bivio successivo si gira a sinistra, in salita, e si giunge a Podio Soprano (958 m.), da cui si procede sul sentiero R19. In corrispondenza di quota 892, si tiene la destra e si scende sul sentiero fino a incontrare la strada asfaltata. Si continua in discesa fino alle prime case di Monterosso Grana (730 m., 1 ora e 15 minuti da Pradleves). Si prosegue (sempre sulla sinistra orografica del torrente Grana) sul ritrovato sentiero R19 fino a Madonna della Neve (813 m.), poi ancora in direzione E e quindi verso N, nel Cumbal della Piatta. Si scende alla strada asfaltata, la si attraversa e si risale a Case Comino (792 m.) e da lì alla località Crovero (795 m., 1 ora e 15 minuti da Monterosso Grana). Su una strada sterrata, si scende a Ruata Sartino (737 m.), dalla quale ci si dirige verso N fino alla borgata Lerda (713 m.). Si inverte ora la direzione e si punta verso S, fino a incrociare un’altra strada asfaltata, sulla quale si volta a sinistra e si cammina verso Masineri (665 m.). Poco prima della borgata Sarù (648 m.), si prende la sterrata sulla destra che conduce a Valgrana (630 m.). All’inizio di via Monterosso si trova il monumento alla Resistenza, facilmente riconoscibile per la presenza di una ruota di mulino.

Si continua in direzione N sulla strada per Montemale (SP 127), fino alla Cappella di San Bernardo, presso Case Ferreri, conosciuta per i notevoli affreschi quattrocenteschi. Si procede sulla strada in direzione E e in corrispondenza di Case Inaudi, si gira a destra su una strada sterrata che conduce a Case Martini, dove si ritrova l’asfalto. Oltrepassate alcune località (Tetti Drapperi, Ruata Grassini e Ruata Fresia), si incontra un bivio, presso il quale si tiene la sinistra. Al secondo incrocio, si gira a sinistra in direzione di Ruata Verulle; dopo un centinaio di metri, subito prima che sulla destra inizi un rilievo collinoso, si imbocca sulla destra uno stretto sentiero che porta alla cappella di Santa Agnese, dalla quale si scende fino al centro storico di Caraglio (566 m., 2 ore da Crovero) lungo via Santa Agnese. In via Brofferio si trova la lapide dedicata alle vittime del bombardamento fascista del 26 aprile 1945.

Dal centro di Caraglio, si percorre via Cesare Battisti in direzione S, al semaforo si gira a sinistra in via Centallo e poi a destra in via vecchia di Cuneo, poi via Campo Santo, che conduce al cimitero; era questo il luogo in cui i partigiani che scendevano dalla montagna incontravano i loro compagni della XX Brigata GL, che successivamente li guidavano fino al fiume Stura.

Si prosegue verso E su via Macagno (continuazione di via Campo Santo), fino a incontrare via del Bosco (SP 197): la si attraversa e si prosegue in via Salvatora, che piaga prima a destra e poi a sinistra per costeggiare il torrente Grana. La strada più avanti compie una curva a sinistra ad angolo retto esi continua in direzione N fino a incontrare via Brissa, che si prende svoltando a destra. Al termine di via Brissa, si gira a sinistra in via Antica di Saluzzo, su cui si prosegue verso N anche quando diventa sterrata. Poco prima che la via confluisca sulla Strada Provinciale 589, ci si deve portare sulla provinciale e attraversarla (con la massima attenzione) per trovare via del Sale, su cui si cammina fino a incrociare via delle Monache. Si volta a destra e, superato un ponte sul torrente Grana, si entra in San Benigno (472 m., 3 ore e 30 minuti circa da Caraglio).

GIORNO 3 – Da San Benigno a Sant’Albano Stura (5 ore circa di cammino)

La tappa si svolge interamente in pianura. A San Benigno, percorrere via dell’Abbazia in direzione E, svoltare a destra in via Don Costanzo Costamagna; giunti alla SP 25, attraversare e camminare (con la massima attenzione) per alcune decine di metri in direzione S, poi girare a sinistra e imboccare via Tetto Croce (Si è nei pressi della località dove il 3 dicembre 1944 i fascisti assassinarono Duccio Galimberti). Procedere verso E fino a incontrare la SP 20, camminare per alcune decine di metri in direzione N e attraversare (anche qui con la massima attenzione) per prendere via della Roata. Proseguire in direzione E fino a Roata Chiusani, dove la via gira a destra, poi si svolta a sinistra in via Cavour e ancora a sinistra sulla strada provinciale 306. In corrispondenza del bar Histoire, si gira a destra in via Bastonata, sulla quale si cammina in direzione E fino a incontrare la SP 3. Si gira a destra verso Castelletto Stura, si oltrepassa la rotonda e si continua fino al ponte sul fiume Stura. Dopo il ponte scendere a sinistra (prima dell’autostrada) nel parco e continuare sul sentiero in direzione NE fino all’Oasi La Madonnina. Il sentiero ritorna poi lungo il fiume e procede in direzione di Fossano: lo si lascia quando si trova (a destra) l’indicazione per Sant’Albano Stura. Qui termina il tratto a piedi di questa giornata e si recuperano le auto predisposte, con le quali ci si trasferisce a Somano.

GIORNO 4 – Somano e dintorni (durata del cammino variabile)

Per visitare con una guida il Rifugio Museo G.L. in località Garombo e percorrere i sentieri della Resistenza in zona, è possibile contattare il Comune di Somano al numero 0173 730101 o il referente signor Giuseppe Rolfo al numero 335 6632683.

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