Dante Livio Bianco

Una iniziativa assai importante fu quella della “migrazione” nelle Langhe. Come si ricorderà, già in agosto s’era parlato di staccare dalle formazioni GL del cuneese dei reparti organici, da trapiantare nell’albese per fungere ivi, forti del loro valore, della loro tradizione ed esperienza e del loro prestigio, da centri di attrazione e basi d’organizzazione di forze locali, più o meno ancora amorfe. Il piano però non aveva potuto essere attuato a causa delle sopraggiunte operazioni tedesche per il fronte alpino: ma quel che non potè essere fatto allora, si farà adesso, per buona parte sotto la spinta della necessità. Alla fine di dicembre infatti, cominciò il trasferimento di alcune bande staccate dalla I e dalla II Divisione alpina GL…per quanto si trattasse di una iniziativa, ripetiamo assai importante, pure conviene sottolineare che essa non portò affatto ad uno “svuotamento” delle valli. In altri termini non è che le formazioni di montagna del Cuneese si “travasassero nella zona delle colline: esse si limitarono a “figliare” dei semplici distaccamenti di pionieri destinati ad ingrossarsi poi sul posto, mentre il grosso delle formazioni e la parte essenziale dell’organizzazione partigiana, a cominciare da tutti i comandi superiori, rimase in montagna.

Dante Livio Bianco, Guerra partigiana, Einaudi, Torino 1973, pp.132-133.